Castel Sant'Elmo

Castel Sant'Elmo

Le prime notizie relative all'imponente struttura fortificata che domina dall'alto la città di Napoli risalgono al 1275, quando la fortezza, indicata come 'Belforte', era abitata dai familiari del re Carlo d'Angiò. Roberto d'Angiò nel 1329 decise di ampliarla ed incaricò l'architetto senese Tino di Camaino, di progettare la ristrutturazione. Nel corso dei lavori, terminati nel 1343, il palazzo fu trasformato in castello. Tra il 1537 e il 1547 il castello fu ricostruito su commissione dal viceré Don Pedro de Toledo e prese la caratteristica configurazione con impianto stellare a sei punte. Divenne così una delle fortezze più moderne del tempo e, insieme agli altri castelli napoletani, costituiva una compatta struttura di difesa che racchiudeva la città. Il progetto fu affidato a Valenzano Pedro Luis Escrivà, uno dei più famosi architetti militari del tempo nel campo delle fortificazioni. Dal 1604 la fortificazione venne utilizzata come carcere per i prigionieri politici, poi carcere militare fino al 1952. Nel 1976 risalgono furono iniziati i lavori di restauro, durati sette anni, che hanno recuperato la struttura originaria, rendendo visibili gli antichi percorsi, i camminamenti di ronda e vari ambienti. Castel Sant'Elmo è oggi un centro polifunzionale per attività e iniziative culturali: dalle grandi mostre d'arte antica e contemporanea, allo spettacolo e all'organizzazione di forum e convegni, in una cornice naturale di indimenticabile bellezza. La vasta piazza d'armi e gli spalti monumentali offrono un panorama indimenticabile della città e di tutto il golfo.
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